Quando si parla di problema di aggressività in un gatto, è importante in primo luogo identificare correttamente il problema, cioè
investigare i contesti cui si essa si presenta, quando è accaduto per la prima volta, le posizioni del corpo del gatto e le sue
vocalizzazioni. L'età ed il sesso del gatto sono inoltre rilevanti, come lo sono le caratteristiche delle vittime delle aggressioni, se
sono gatti, esseri umani o altri animali, la loro età e sesso.
Spesso si sente dire che i Siamesi/Orientali sono gatti aggressivi, è bene pertanto chiarire ai potenziali proprietari qual è il
comportamento sociale normale del gatto, le posizioni del corpo e le espressioni facciali, per favorire la comunicazione tra il gatto
e il suo proprietario, perché spesso è proprio quest’ultimo che eccita il comportamento di aggressione sotto forma di
comportamento di gioco nel gattino. Dare informazioni ai clienti riguardo a tale comportamento li aiuta ad impedire l'aggressione
per gioco non corretto e per carenza o scorretta comunicazione.
Esistono vari tipi di aggressività di cui si può fare una categorizzazione:
1. AGGRESSIVITÀ DA MANCANZA DI SOCIALIZZAZIONE
I gattini che non sono manipolati, esposti alla vista e al contatto con altri esseri umani che non siano soltanto la famiglia
dell’allevatore all’interno del periodo sensibile (2-7 settimane di vita), risultano in media più timorosi ed aggressivi verso le
persone. Questi gatti non si avvicinano volontariamente agli esseri umani, preferiscono nascondersi e diventano aggressivi se
non possono scappare per sottrarsi ai contatti non graditi. Al contrario, i gattini che sono stati manipolati almeno 5 minuti al
giorno nel periodo sensibile sopracitato, sono più rapidi ad avvicinarsi alle persone e sollecitarne l’interazione sociale e per il
gioco, sono più rapidi ad avvicinarsi agli oggetti inanimati e impiegano molto meno tempo a iniziare a giocare con i giocattoli.
La socializzazione dei gattini ad una varietà di persone (uomini, donne, bambini, adulti, persone anziane ecc….) è un ottimo
metodo per impedire certe forme di aggressione verso le persone. I gattini, rispettando le basilari regole di profilassi igienica,
dovrebbero essere esposti e manipolati da un certo numero di persone prima delle 7 settimane. Le manipolazioni dovrebbero
essere frequenti, piacevoli e delicate e includere le manipolazioni di base delle pratiche igieniche e sanitarie, compreso toccare le
zampe e gli artigli, controllare gli orecchi, aprire la bocca e toccare denti e gengive. Se un gatto adulto non è stato esposto a
manipolazioni da gattino, iniziare con sessioni molto brevi, premiandolo spesso per invogliarne la collaborazione.
2. AGGRESSIVITA’ PER GIOCO (COMPORTAMENTO PREDATORIO)

L'aggressione per gioco spesso assomiglia al comportamento predatorio.
Differisce da esso in quanto i componenti possono sembrare fuori sequenza
e l'attacco è in parte, inibito. Così la vittima può essere inseguita e assalita ma
"non essere uccisa," la forza del morso è ridotta e gli artigli sono ritratti. Come
nel vero comportamento predatorio, gli attacchi sono raramente accompagnati
da vocalizzazioni. Da alcuni studi si rileva che l'aggressione per gioco è la
forma più comune di aggressione diretta alle persone. Anche se questo tipo
di aggressione è più comune nei gattini e nei gatti giovani, anche i gatti adulti
possono continuare a giocare in questo modo, e spesso questo
comportamento è insegnato e rinforzato dai proprietari, che giocano agitando
le mani e le dita davanti al gatto, il quale poi si abitua a considerare come
prede le parti del corpo umano utilizzate per giocare con lui.
I proprietari possono trovare questi attacchi allarmanti, particolarmente se non
capiscono il comportamento del loro gatto. Tali attacchi sono innescati quasi
sempre dal movimento della vittima. Il gatto può trovarsi in agguato, magari ha
anche un posto favorito, per sorprendere la gente mentre passa da lì. Può
anche avere una vittima preferita, di solita la persona che si impaurisce e si
agita di più (simula bene la reazione della “preda”). I proprietari non devono
provare a far cessare al gatto questo comportamento controbattendo con
tentativi di colpirlo o spingerlo via. C’è pericolo che il gatto possa interpretarlo
come gioco reciproco, oppure, se si impaurisce, può mostrare aggressione
difensiva, aggravando così il problema. Confinare o isolare il gatto NON
migliora la situazione. I gatti che amano giocare devono essere fatti giocare. I
proprietari inesperti possono avere bisogno di consigli da parte dell’allevatore,
sui giocattoli adatti e su come giocare con il proprio gatto, anzi, ai proprietari di
questi particolari gatti dovrebbe essere consigliato di giocare più
frequentemente con loro, utilizzando giocattoli interattivi (per esempio, le
canne da pesca per gatti con tessuto o piume all'estremità) invece di lasciare
che il gattino giochi direttamente con le loro mani o piedi..
3. AGGRESSIONE TRA MASCHI
Tipicamente i gatti interi hanno un comportamento competitivo istintivo.
Tuttavia, uno studio effettuato in Inghilterra ha rilevato che il 44% dei gatti
maschi castrati combatte almeno occasionalmente con altri gatti e che il 30%
delle gatte combatte occasionalmente. L'aggressione tra maschi può
normalmente essere distinta da altri tipi di combattimenti grazie al rituale
caratteristico di minaccia che la precede.
L’ aggressore si mette nella classica posizione di imposizione, la coda è rigida
e sferza il terreno. Gli orecchi puntano in avanti e la testa può essere inclinata
un po' da un lato. C’è solitamente una grande quantità di ringhi, sputi e
miagolii. Questo rituale di minaccia può durare per un certo tempo, con i gatti
che si muovono lentamente in circolo. La lotta, se c’è, benché sia drammatica
ed accompagnata da grida, di solito è relativamente breve, tuttavia, il pericolo
principale per la salute del gatto proviene dalle infezioni conseguenti ai morsi e
dalla trasmissione di malattie virali mortali (FIV, FIP, FeLV) in seguito ai morsi.

Il trattamento comportamentale non è efficace nella riduzione di questo tipo di aggressione. E ’ stato provato che i progestinici
possono ridurre l'aggressione tra maschi, ma saranno comunque efficaci soltanto per il periodo della prescrizione, non appena
finiti, la competitività originale del gatto verso altri maschi si ripresenterà e dati gli effetti secondari potenzialmente pericolosi di
questi farmaci, non è assolutamente il caso di utilizzarli. La tendenza al combattimento si può controllare solo gestendo gli
spostamenti del gatto ed evitando di metterlo a contatto con altri soggetti verso i quali è intollerante.
4. AGGRESSIONE FRA I GATTI ALL'INTERNO DELLA STESSA FAMIGLIA
A volte, nelle famiglie dove vivono più gatti, uno di questi può sviluppare un'avversione per uno o più degli altri. Ringhia o sibila alla
vista della vittima, può attaccarla o inseguirla scacciandola dalla stanza o dalla casa tutte le volte che la incontra, oppure la cosa
può essere più sottile e diventare una vera e propria persecuzione e l’aggressore può controllare l'accesso al cibo, alle lettiere, ai
posti di riposo e anche all’attenzione dei proprietari.

Spesso l’aggredito è un nuovo venuto, oppure può capitare che sia un gatto con cui l’aggressore precedentemente viveva in buon
accordo. Tali dispute si presentano più comunemente quando l’uno o l’altro gatto raggiungono la maturità, a circa 8 - 18 mesi di
età. La vittima può diventare timorosa e schiva, tendere a rifugiarsi all'aperto o in angoli inaccessibili della casa. Alternativamente,
può sviluppare una strategia di aggressione difensiva per fare fronte alla minaccia e possono verificarsi seri combattimenti, inoltre
sia l’aggressore che la vittima possono iniziare a urinare e spruzzare in giro per casa.
Questo tipo di aggressioni è più probabile che avvenga, quando un nuovo gatto è introdotto in famiglia, un gatto residente è stato
assente ed è poi tornato (per esempio, dopo una visita o un intervento veterinario) e quando c’è concorrenza per le risorse (per
esempio, lettiere, cibo, aree di riposo). Per impedire l'aggressione tra gatti, ai clienti dovrebbe essere insegnato a fare le
introduzioni progressive. Se l'aggressione accade dopo il ritorno a casa di un gatto residente, anch’esso dovrebbe essere
reintrodotto gradualmente. Le risorse devono sempre essere abbondanti e facilmente raggiungibili. I feromoni possono contribuire
a ridurre le aggressioni nell’ambito di un programma completo di trattamento di comportamento.
5. AGGRESSIVITA’ DIFENSIVA

L'aggressione difensiva si ha, quando il gatto si percepisce sotto una minaccia
da cui non può fuggire. Questa minaccia può venire dai cani, dalla gente o da
altri gatti. Questo tipo di aggressione si può riconoscere dalle posizioni tipiche
del corpo che lo accompagnano. Inoltre, il gatto che è aggressivo per difesa
attacca soltanto se ci si avvicina a lui: non cerca la fonte della minaccia né
si mette ad inseguirla se si ritira. L'aggressione difensiva è probabilmente il
tipo più comune di aggressione osservato negli ambulatori veterinari e si
manifesta, quando il veterinario prova a avvicinarsi o bloccare il gatto per
effettuare qualche procedura sgradevole. Ogni tentativo di dominare il gatto
difensivo aggressivo è del tutto inadeguato e aggraverà il problema, con la
conseguenza che il gatto non vorrà mai più essere portato in visita. Invece, il
gatto dovrebbe essere avvicinato nel modo meno minaccioso e più lento
possibile ed essere trattenuto delicatamente ma saldamente.
Un altro tipo di aggressività difensiva è l’aggressione da dolore. Un gatto può
attaccare una persona che gli causa il dolore (per esempio, una persona che
spazzola un gatto con l’artrite o che tocca la bocca dove c’è un dente che
duole). L'aggressione da dolore ha tolleranza più bassa a causa di dolore di
preesistenza. Poiché i termini dolorosi quali l'artrite, la malattia dentale, le
ernie discali intervertebrali, ecc.. inducono spesso l'aggressione, è bene
sottoporre a visita veterinaria al più presto il gatto che diventa aggressivo.
PROBLEMI DI AGGRESSIONE NEI GATTI E PREVENZIONE DELL’AGGRESSIVITÀ VERSO GLI ESSERI UMANI
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6. AGGRESSIONE REDIRETTA
Molti casi in cui sembra un gatto abbia aggredito una persona o un altro gatto senza un motivo apparente sono casi di aggressione
rediretta cioè il gatto, messo in allarme da uno stimolo, attacca un'altra persona o un altro gatto perché lo stimolo originale non è
più presente o perché non può essere attaccato. Di solito, il più comune stimolo scatenante è la vista di un altro gatto. Il proprietario
può venire attaccato quando si avvicina al suo gatto mentre questo sta guardando un altro gatto attraverso una finestra o se prova
ad intervenire in una lotta fra due gatti. In altri casi lo stimolo scatenante può essere un rumore improvviso o l'arrivo di un ospite in
casa. Lo stato di eccitazione che provoca l'aggressione rediretta del gatto può persistere per un certo tempo dopo la scomparsa
dello stimolo scatenante (per 30 minuti o più).
Parecchi fattori possono complicare ulteriormente il quadro clinico. L'aggressione rediretta può diventare condizionata alla vittima.
Può allora essere scatenata ripetutamente dalla presenza della vittima ed in assenza di qualsiasi stimolo scatenante. Se la vittima
è un gatto, può, a sua volta, sviluppare un timore del gatto che lo attacca e diventare difensivo aggressivo verso esso. Se la vittima è
il proprietario, può accadere che reagisca con il gatto in maniera violenta cosicché il gatto sviluppa timore e diventa difensivo
aggressivo verso di lui.
Per trattare questo tipo di aggressione, lo stimolo scatenante deve essere identificato in modo da, in alcuni casi, poterlo eliminare.
Per esempio, se il gatto si agita alla vista di altri gatti che guardano dentro casa attraverso le finestre, si può impedire loro di passare
vicino alla finestra ostruendo l'accesso e si può anche evitare di far vedere l’esterno al gatto schermando parte della finestra. Se lo
stimolo scatenante non può essere rimosso, il gatto dovrebbe essere desensibilizzato sistematicamente ad esso: per esempio,
permettere al gatto di abituarsi all'arrivo ed alla presenza degli ospiti usando le opportune precauzioni. Dovrebbero anche essere
trattati I problemi secondari come le fobie o l'aggressione difensiva.
7. AGGRESSIONE DA INTOLLERANZA ALLE COCCOLE
Alcuni gatti, mentre sono coccolati o accarezzati, possono attaccare improvvisamente i loro proprietari, solitamente mordendo una
mano o un polso. Poiché l'attacco succede imprevisto, spesso in un momento in cui il proprietario sta rilassandosi con il gatto, egli
può rimanere scioccato e arrabbiato in modo sproporzionato al grado della ferita inflitta.

Per la maggior parte dei gatti, c’è un limite alla quantità di contatto fisico che tollerano
sotto forma d'essere abbracciati, presi, o accarezzati. Quando i limiti di questa
tolleranza sono raggiunti, il gatto reagisce solitamente tentando di sottrarsi, ma
occasionalmente può reagire con un’aggressione. Determinati tipi di manipolazioni
provocano questo tipo di aggressione difensiva più velocemente di altre, per esempio
solleticare l'addome o il torace, particolarmente se il gatto è a pancia all’aria. Tali
manipolazioni vanno evitate a favore di carezze sulla testa e sulla groppa del gatto in
posizione normale.
Ai proprietari dovrebbero anche essere dati consigli su come interagire in modo
corretto con i loro gatti, per esempio, giocando con loro. La maggior parte dei gatti
segnala l’imminenza dell’attacco agitando o frustando la coda. Un proprietario che è
stato sorpreso da questi attacchi può evitarli individuando la comparsa di questi segni,
se gli viene detto di starci attento. Nel migliore dei casi, tuttavia, dovrebbe sempre
smettere di accarezzare il gatto prima che sia raggiunto questo punto in modo da
poterlo desensibilizzare al contatto fisico che lui trova minaccioso e alzarne
gradualmente la soglia di tolleranza. I gatti con soglie di tolleranza particolarmente
basse quando vengono accarezzati, non devono essere sottoposti a tentativi di presa,
dovrebbero invece essere ad abituati al contatto gradualmente, ad esempio mentre
mangiano. Il gatto può allora essere carezzato leggermente sulla schiena, se la coda
è alzato nel saluto. Può allora venire alzato delicatamente e lentamente dal pavimento
una volta che ha finito di mangiare. Eventualmente potrebbe arrivare a tollerare di
essere alzato da terra e tenuto in braccio mentre il proprietario continua ad
accarezzarlo gentilmente.
8. LE AGGRESSIONI SENZA MOTIVO APPARENTE
Può capitare che un gatto attacchi in maniera grave il proprietario per nessun motivo identificabile, causando in lui la convinzione
(errata) che sia impazzito o inaffidabile o traditore e determinando così la sfiducia del proprietario nel suo amico felino. Tuttavia, il
veterinario non dovrebbe accettare esclusivamente la parola del proprietario. Prima di emettere una diagnosi, si deve sempre
cercare una causa o un innesco ambientale. Molti casi di aggressione apparentemente inspiegabile sono, in realtà, casi di
aggressione difensiva o rediretta. Dovrebbe anche, naturalmente, essere investigata la possibile presenza di patologie fisiche.
Tuttavia, dove l'aggressione è un sintomo dei disordini fisici (per esempio circostanze neurologiche o endocrinologiche, particolari
intolleranze dietetiche), saranno solitamente evidenti sintomi supplementari.
La mancanza di occasioni di gioco o di stimolo per il normale comportamento predatore del gatto può inoltre aumentare la
motivazione per questo tipo di attività in modo tale che uno stimolo minimo la innescherà. In tali casi, vale la pena di provare a
ridurre l'aggressione arricchendo l'ambiente dove vive il gatto fornendogli una quantità è varietà di giocattoli e aumentando le
opportunità di gioco.

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